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@tommy.cimarelli Comacchio Comacchio è, sotto l'aspetto paesaggistico e storico, uno dei centri maggiori del delta del Po. Ha origine circa duemila anni fa, durante la propria storia fu assoggettata al potere dell'Esarcato di Ravenna prima, del Ducato di Ferrara in seguito, per poi tornare a far parte dei territori dello Stato Pontificio. Sorta sull'unione di tredici piccole isole (cordoni dunosi litoranei) formatisi dall'intersecarsi della foce del Po di Primaro col mare, ha dovuto orientare il proprio sviluppo, sia sul piano dell'urbanistica sia su quello dell'economia, sull'elemento acqua. In seguito alla caduta dell'Impero romano d'Occidente, Comacchio entrò a far parte dell'Esarcato d'Italia. Il primo vescovo della città di cui si ha memoria fu Pagaziano (menzionato nel 503 e nel 504). Comacchio passò poi sotto il Regno Longobardo dopo il Capitolare di Liutprando del 715 (in cui vengono descritte le norme e le tasse a carico dei comacchiesi per poter esercitare il commercio del sale nelle regioni della Pianura padanasottomesse all'autorità longobarda). Foto selezionate da: @danirossi80 & @bellerofonte70 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook #ig_italia #italia #instagramitalia#ig_italia_borghiecitta #italy #comacchio
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@ireneccloset Pisa Quando si nomina Pisa si pensa subito alla famosa Torre Pendente.....monumento che ha assunto importanza nei secoli per via della sua accentuata pendenza che ha fatto preoccupare e allo stesso tempo, ha attratto la curiosità di numerosi esperti e di semplici turisti. Posta su un terreno argilloso e sabbioso, sembra cominciò ad inclinarsi fin dall'edificazione del terzo piano tanto che si dovettero sospendere i lavori per poi riprenderli anni dopo, costruendo i piani successivi con una curvatura in senso opposto alla pendenza. Il progetto originale si pensa sia stato di Diotisalvi, che nello stesso periodo stava costruendo anche il Battistero. La costruzione continuò fino al completamento nel 1350, raggiungendo un'altezza di circa 56 metri e un peso di 14.523 tonnellate, riuscendo a mantenerla in equilibrio perché la verticale che passa per il baricentro cade all'interno della base di appoggio. I piani complessivi sono 8, circondati da una loggetta con archi a tutto sesto, che riprendono il motivo della facciata della cattedrale e poichè la torre ne costituisce appunto il campanile, vennero collocate 7 campane: Assunta (la più grande che pesa 3620 kg), Crocifisso, San Ranieri, Dal Pozzo, Pasquereccia, Terza, Vespruccio, le quali suonano ancora oggi prima delle messe in Duomo ed a mezzogiorno tramite un sistema elettronico e che un tempo era adibite ognuna ad un momento della giornata liturgica. Foto selezionate da: @danirossi80 & @bellerofonte70 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook www.facebook.com/igworldclubitalia #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy #pisa
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@sassychris1 Pienza Buongiorno ragazzi, non tutti sanno che la città fino al 1462 altro non era che un piccolo borgo di nome Corsignano. L'evento che ne cambiò le sorti fu la nascita nel 1405 di Enea Silvio Piccolomini che 53 anni dopo divenne Papa Pio II. Proprio un viaggio del pontefice verso Mantova lo portò ad attraversare il luogo di nascita e il degrado che trovò lo portò a decidere la costruzione di una nuova città ideale sopra l'antico borgo, affidandone il progetto di rinnovamento all'architetto Bernardo Rossellino: la costruzione durò circa quattro anni e portò alla luce una cittadina armoniosa e con forme tipicamente quattrocentesche. La morte prematura di papa Pio II chiuse anche la storia della nuova città, che da allora ha subito limitate modifiche. Pienza è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione, perché è stata insignita della Medaglia d'Argento al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale. Per la bellezza del suo centro storico rinascimentale nel 1996 Pienza è entrata a far parte dei Patrimoni naturali, artistici, culturalidell'UNESCO, seguita poi nel 2004 dalla stessa zona valliva in cui sorge: la Val d'Orcia. Foto selezionate da: @danirossi80 & @bellerofonte70 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook www.facebook.com/igworldclubitalia #ig_italia #italia #instagramitalia#ig_italia_borghiecitta #italy #pienza
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@damian_rubiales Roma. Quella che vedete nella foto è piazza della Rotonda, dove, grazie al Pantheon, si respira un profumo di storia così intenso che viene voglia di guardarlo per ore. Edificio della Roma antica, costruito come tempio dedicato a tutte le divinità passate, presenti e future. Fu fondato nel 27 a.C. da Marco Vespasiano Agrippa, genero di Augusto. Fu fatto ricostruire dall'imperatore Adriano tra il 120 e il 124 d.C., dopo che gli incendi dell'80 e del 110 d.C. avevano danneggiato la costruzione precedente di età augustea. All'inizio del VII secolo il Pantheon è stato convertito in basilica cristiana, chiamata Santa Maria della Rotonda o Santa Maria ad Martyres, il che gli ha consentito di sopravvivere quasi integro alle spoliazioni apportate agli edifici della Roma classica dai papi. Gode del rango di basilica minore ed è l'unica basilica di Roma oltre a quelle patriarcali ad avere ancora un capitolo. Gli abitanti di Roma lo chiamano la Rotonna, o Ritonna ("la Rotonda"), da cui deriva anche il nome della piazza antistante. Foto selezionate da: @danirossi80 & @bellerofonte70 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook www.facebook.com/igworldclubitalia #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy #roma
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@_paola_sole Siracusa Quella che vedete nella foto è Piazza Minerva a Siracusa, anzi più precisamente a Ortigia, un'isola, posta nella costa orientale della Sicilia, che costituisce la parte più antica della città di Siracusa rappresentandone la rispettiva circoscrizione, la nona ed ultima sul territorio cittadino. Anche se si tratta di un’isola, essa è collegata alla terraferma tramite il Ponte Umbertino che permette direttamente di passare da Siracusa città all’isola di Ortigia. Il suo nome rimanda ad origini greche, anche se questa zona, ricca di sorgenti d’acqua dolce, era abitata già dall’età del bronzo, come testimoniato da reperti archeologici databili tra il 3500 a.C. ed il 1200 a.C. Passeggiare in questo territorio vuol dire assaporare secoli di storia, captando nelle costruzioni ancora vive in questo quartiere le civiltà greche, romane ed il passaggio indelebile degli aragonesi e degli arabi. Foto selezionate da: @danirossi80 & @bellerofonte70 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy #siracusa
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@gabdetails Milano. Buongiorno ragazzi, quello che vedete è il Duomo di Milano, costruito nel 1386 sull’area in cui sorgono le antiche basiliche di Santa Tecla e Santa Maria Maggiore, abbattute in tempi successivi. Dedicato a Maria Nascente, è voluto da Gian Galeazzo Visconti, con un duplice intento. Rinnovare, con un imponente piano edilizio, i siti di culto nel cuore di Milano e celebrare la signoria viscontea e la sua ambiziosa politica espansionistica. È il più grande e complesso edificio gotico d’Italia, realizzato in marmo bianco rosato proveniente dalle cave di Candoglia, in Val D’Ossola. Ha una lunghezza di 157 metri e si estende su una superficie di 11.700 metri quadrati. La guglia maggiore raggiunge un’altezza di 108,5 metri. Sulla cima di quest’ultima è posta nell’ottobre 1774 la statua dorata della Madonnina (alta 4,16 metri), opera dello scultore Giuseppe Perego. I lavori di costruzione si protraggono per cinque secoli e durante questo periodo architetti, scultori, artisti e maestranze, sia locali sia provenienti da tutta Europa, si avvicendano nella Fabbrica del Duomo. Il risultato del loro lavoro è un’architettura unica, una fusione tra lo stile gotico d’oltralpe e la tradizione lombarda. Impressionante è l’abbondanza della decorazione: guglie, pinnacoli, un patrimonio immenso di statue (circa 3.400, di cui 1.100 all’interno e 2.300 all’esterno), sculture nelle cornici e nei finestroni, decori. La complessità di realizzazione è tale che l’ultima parte portata a termine è proprio la facciata nel 1813. Prima di questa data la facciata di Santa Maria Maggiore rappresenta il fronte provvisorio della cattedrale. Foto selezionate da: @danirossi80 & @bellerofonte70 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy #milano
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@oldkyrenian Val di Funes La Val di Funes si trova in provincia di Bolzano in Trentino-Alto Adige, e con la località principale San Pietro, comprende le località di Tiso, San Valentino, San Giacomo, Colle e Santa Maddalena percorsa dal rio Funes. Il comune di Funes è stato istituito nel 1810, congiuntamente ai comuni di Gudon e Tiso, sotto il dominio bavarese, e l'Austria confermò poi tale autonomia comunale nel 1817. Gudon e Tiso vennero unificate nel 1854, per poi essere di nuovo separate quindici anni più tardi, e Tiso rimase un comune autonomo fino al 1929, che fu però riunito come frazione a Funes Foro selezionate da: @danirossi80 & @bellerofonte70 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook www.facebook.com/igworldclubitalia #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy #valdifunnws
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@gmp3 Amalfi La sua fondazione viene fatta risalire ai Romani(il suo stemma reca la scritta Descendit ex patribus romanorum). A partire dal IX secolo, prima (in ordine cronologico) fra le repubbliche marinare, rivaleggiò con Pisa, Venezia e Genovaper il controllo del Mar Mediterraneo. Il Codice Marittimo di Amalfi, meglio noto col nome di Tavole amalfitane, ebbe una grande influenza fino al XVII secolo. Amalfi raggiunse il proprio massimo splendore nell'XI secolo, dopodiché iniziò una rapida decadenza: nel 1131 fu conquistata dai Normanni e nel 1135 e 1137 saccheggiata dai pisani. Nel 1343, poi, una tempesta con conseguente maremoto distrusse gran parte della città. Per tradizione, ogni anno un equipaggio di vogatori amalfitani partecipa alla Regata delle Antiche Repubbliche Marinare, sfidando gli armi delle città di Genova, Pisa e Venezia. Per un errore di interpretazione di un testo latino, che riferiva invece che l'invenzione della bussola era attribuita dallo storico Flavio Biondo agli Amalfitani, il filologo Giambattista Pio sostenne che la bussola fosse stata inventata dall'amalfitano Flavio Gioia. Nel testo in questione (Amalphi in Campania veteri magnetis usus inventus a Flavio traditur), tuttavia, non bisogna intendere Flavio come l'inventore della bussola, ma solo come colui che ha riportato la notizia: appunto Flavio Biondo. Tuttavia i navigatori amalfitani potrebbero essere stati tra i primi ad usare quello strumento. "Un'antica tradizione amalfitana si riferisce, invece, ad un certo Giovanni Gioia quale inventore dello strumento marinaro". Foto selezionate da: @danirossi80 & @bellerofonte70 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy #amalfi
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